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Fatti per l'impresa

La Casa di Lucio dà appuntamento a settembre

Cna continua a proporre visite guidate in uno dei luoghi più affascinanti della cultura bolognese. Ecco i luoghi della musica per Luca Carboni, Paolo Fresu e Vasco Brondi

La Casa di Lucio dà appuntamento a settembre

Riprenderanno sabato 1 settembre le visite guidate alla Casa di Lucio Dalla, promosse da Cna Bologna. Un grande sforzo organizzativo per rendere disponibile ad un pubblico di appassionati di Lucio Dalla, bolognesi e non, la visita alla straordinaria abitazione del cantautore in via D’Azeglio.

Una concreta testimonianza dell’impegno di Cna per la cultura bolognese e della sua attenzione per le attività imprenditoriali legate al mondo della musica, che ha spinto Cna ad affiancare la visita A Casa di Lucio con percorsi musicali dal Teatro Comunale alla bottega del liutaio Bruno Stefanini, dallo storico Kinki Club agli studi di registrazione Fonoprint Studios.

I biglietti sono prenotabili on line sul sito www.acasadilucio.it e nei punti vendita di Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/e). Sconti per i soci Cna.

Anche l’edizione estiva di “A Casa di Lucio nella Città della musica”, come quella di marzo, è promossa da Cna Bologna, col contributo della Camera di Commercio di Bologna, in collaborazione col Comune di Bologna e la Fondazione Lucio Dalla, l’organizzazione di Elastica. L’iniziativa rientra nel più ampio progetto di Cna “Bologna città Culturale e Creativa”.

La Casa di Lucio è un luogo incantato, dove tutta la personalità e la creatività di Dalla è visibile in ogni stanza, dove emerge il suo raffinato gusto artistico e la sua ironia, dove è rappresentata la storia della musica italiana. Opere d’arte, oggetti, fotografie, arredi, strumenti musicali, ricordi: un vero patrimonio per la comunità che Cna in collaborazione con la Fondazione Lucio Dalla e insieme agli altri partner si è impegnata con questa iniziativa a renderla il più possibile fruibile al pubblico.

Ma quali sono i luoghi della musica, per alcuni personaggi che di musica vivono e la cui musica apprezziamo moltissimo?

“Il primo non è un luogo musicale – ci confessa Luca Carboni - ma se non ci fosse stato, la canzone d’autore a Bologna non sarebbe come è adesso. È Vito. Le sensazioni che si respiravano in quella sala le ritrovi in tante celebri canzoni. E poi il Palazzetto dello Sport, dove è avvenuto il mio incontro con la musica dal vivo. Ci abitavo vicino e, giovanissimo, cercavo di entrare il pomeriggio durante le prove. Ascoltare Elton John intonare i suoi classici nel palazzetto vuoto è stata una esperienza indimenticabile. In quei momenti ho deciso cosa avrei voluto fare da grande”.

“Quando sono arrivato in città – ci spiega Paolo Fresu - tutta la scena jazz che era molto vivace, come è adesso, gravitava intorno all’Osteria dell’Orsa. Lì ho fatto i miei primi concerti e le prime jam session. E poi via Mascarella, che è la strada italiana del jazz, con la splendida rassegna estiva e la Sala Bossi in Conservatorio. Ma Bologna esprime una vitalità musicale che avrebbe bisogno di molti altri spazi”.

“Per me percorrere da Ferrara quei quaranta chilometri che ci dividono con il treno regionale era come sbarcare in America – ci racconta Vasco Brondi -. Per me è sempre stata la città di Penthotal di Andrea Pazienza, di Lucio Dalla, di Silvia lo sai di Carboni, dei Massimo Volume, di Claudio Lolli, dei Nabat, di Blu, di Wu Ming, di Gilberto Centi, di Moltheni, di Roberto Roversi, sentivo ancora l’eco di Radio Alice... sono anime diverse in tempi diversi ma per me poesia, canzoni, letteratura sono sempre state la stessa cosa. Per me andare a Bologna era come arrivare alla fonte di molte delle cose con cui sono cresciuto. Per me continua ad essere una delle città più importanti e indimenticabili in cui venire a suonare”.