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Fatti per l'impresa

Iniziativa del collettivo Antonello-Ghezzi col sostegno di Cna Cultura e Creatività

Gemellaggio Bologna – New York per un’arte internazionale

"Bologna, big apple per gli artisti". Maureen O'Leary artista alla Palazzina Liberty col collettivo Antonello Ghezzi e Cna cultura.
"Dalla Palazzina Liberty dei Giardini a New York, l'arte é gemellata". Il Collettivo Antonello Ghezzi con Cna Cultura

Un gemellaggio artistico tra Bologna e New York: dal 24 al 27 maggio presso la Palazzina Liberty dei Giardini Margherita: il collettivo newyorkese WAYFARERS ha esposto alcune opere, mentre dal 23 giugno il collettivo bolognese Antonello Ghezzi ha esposto a Brooklyn le proprie.

La palazzina Palazzina Liberty dei Giardini Margherita, assegnata al collettivo bolognese Antonello Ghezzi (Nadia Antonello e Paolo Ghezzi) grazie al bando “INCREDIBOL! L'innovazione creativa di Bologna”, è stata la sede della mostra “Lasciare la terra”, diventando così il luogo della prima tappa del gemellaggio culturale. Dal 24 maggio al 27 maggio, si è infatti tenuta la mostra realizzata dalle quattro artiste americane del collettivo WAYFARERS (Kate Kosek, Maureen O'Leary, Macon Reed, and Samantha Robinson).

In seguito, il 23 giugno, Nadia Antonello e Paolo Ghezzi sono andati Brooklyn (New York), dove, presso la sede di WAYFARERS, hanno presentato al pubblico la loro performance “Blow against the walls”.

Il gemellaggio, fortemente voluto dai due collettivi, è basato su aspetti considerati fondamentali da tutti gli artisti coinvolti, come la condivisione, la scoperta e diffusione di diverse culture.

“Siamo un collettivo che lavora insieme dal 2009 con l’arte contemporanea, spesso con installazioni. Quando abbiamo iniziato a pensare a questo gemellaggio – commentano Paolo Ghezzi e Nadia Antonello – c’è stato da subito molto entusiasmo da entrambe le parti, le ragazze del collettivo WAYFARERS sono state contente di venire a Bologna e hanno pensato a delle opere ad hoc per la città e per questa palazzina. Presto porteremo anche noi per le opere nella loro galleria di Brooklyn. Abbiamo pensato che fosse bello e importante per la città di Bologna uno stimolo artistico proveniente da altre nazione, di un’altra cultura. Dopo aver vinto il Bando IncrediBol grazie al quale ora siamo i ‘proprietari’ della Palazzina Liberty, abbiamo deciso di restituire qualcosa alla città ospitando artisti internazionali che solitamente non sono così facili da reperire”.

“Bologna è una città sorprendente, reale, autentica. Abbiamo pensato di portare per l’esposizione a Bologna – racconta Maureen O'Leary del collettivo WAYFARERS - qualcosa che rendesse omaggio alla bellezza dei patrimoni artistici italiani. Abbiamo quindi dipinto dei paesaggi naturali per mostrare agli spettatori la bellezza naturale dell’America”.


Il mondiale in piazza: ciak per Articolture

Sono partiti i primi di giugno le riprese de “Il Mondiale in Piazza", il nuovo cortometraggio di Vito Palmieri, vincitore del bando “MigrArti - La Cultura Unisce 2018” promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con un premio di 25mila euro, e sostenuto dall’Apulia Film Fund della Regione Puglia e Apulia Film Commission con un ulteriore contributo di 25mila euro.
La casa di produzione del cortometraggio è Articolture/Bottegabologna, casa già nota alla critica per “Gli Asteroidi”, opera di Germano Maccioni presentata come unico film italiano in concorso al 70° Locarno Festival, e presto alla 75° Mostra del Cinema Venezia con “ZEN sul ghiaccio sottile”, primo film di Margherita Ferri.
“È inutile descrivere il significato che questo lavoro ha per noi – commenta sui social network Ivan Olgiati, Presidente di Articolture e Vice Presidente Cna Bologna - quanto ci teniamo, tanto più in questo momento storico e in queste giornate tese. Siamo tutti italiani!” Il regista pugliese Vito Palmieri ha alle spalle un percorso artistico in gran parte concentrato su cortometraggi e documentari, piccole grandi opere filmiche con temi di forte attualità, che gli hanno consentito di vincere premi e riconoscimenti internazionali tra cui la selezione al Festival Internazionale del Cinema di Berlino e la vittoria del Toronto International Film Festival Sezione Kids con “Matilde”. Il suo stile e linguaggio registico riconoscibile, delicato e mai banale, trova terreno fertile in una storia come “Il mondiale in piazza”, scritta insieme a Michele Santeramo.

La trama del cortometraggio: Il protagonista della vicenda de “Il mondiale in Piazza” è Ahmed, un ragazzino nato in Italia da padre e madre senegalesi, che – nel bislacco torneo che si svolgerà nella piazza della Cattedrale di Bitonto, invece che in Russia – vuole giocare nella squadra dell’Italia. Ma l’organizzatore rifiuta: la squadra dell’Italia c’è già, se ne facesse una sua. Ahmed non si dà per vinto e torna in breve tempo dall’organizzatore con la propria squadra di amici, un crogiolo di ragazzi di etnie e provenienze geografiche diverse, con la stessa ostinata fermezza intende chiamarsi Italia, perché lo è a tutti gli effetti. Tra eliminazioni e passaggi del turno, giornalisti, spettatori e malumori, la finale è Italia contro Italia: quella di Mario contro quella di Ahmed. Ma prima ancora di scoprire chi vince, “Il Mondiale in Piazza” pone domande potenti sul senso di una comunità più viva e multiculturale che mai, già trasformata e integrata grazie alle seconde generazioni di italiani, che cercano solo conferma della propria legittimità.